“Centro Polifunzionale Témenos”

Il Centro Polifunzionale “Témenos” nasce dalla volontà dei fondatori della Coop. C.S.S. e della Coop. Aladino di creare una struttura dedicata a pazienti affetti da demenze senili, in particolar modo malati di Alzheimer e Parkinson ed a persone, di qualsiasi fascia di età, con diversi gradi di disabilità con un accento particolare ai problemi dell’età evolutiva.

LE ATTIVITÀ' DEL CENTRO POLIFUNZIONALE TÉMENOS

Il Centro polifunzionale “Témenos” tratta tutte le patologie neurodegenerative quali:

  • Alzheimer
  • Parkinson
  • Ictus
  • Sclerosi multipla
  • Demenze senili

oltre che disabilità di ogni forma e grado, in tutte le fasce di età, tra cui:

  • grave disabilità neuromotoria (la più comune è la paralisi cerebrale spastica: emiplegia, quadriplegia, paraplegia, tetraplegia)
  • grave disabilità intellettiva (sindrome di Down, ritardi mentali, sindrome autistica, sindrome dell’X fragile, lesioni celebrali, encefalopatie,traumi cranici)

ed a problemi dell’età evolutiva .

Il “Témenos” era per gli antichi greci l’appezzamento del terreno sul quale costruire templi dedicati al culto degli Dei, un luogo che delimitava il “sacro” e la dimensione umana.

La parola “Témenos” è stata scelta per il Centro Polifunzionale di Monteroduni al fine di designare un luogo di cura specialistico ed integrato, ove sia possibile incontrare l’essere umano nella sua interezza orientando la presa in carico non verso la prevenzione della malattia o del disagio né verso la cura della patologia, ma verso la promozione del benessere.

E’ così che “Témenos” si fa luogo di accoglienza per bambini ed adolescenti attraverso il centro diurno per minorenni “Giasone“, dal nome del giovane eroe greco il quale riscopre le sue vere origini, riattivando il suo percorso individuativo alla conquista del famoso Vello d’oro, grazie all’incontro con una Dea travestita da vecchia.

Il centro diurno integrato “Néstore“, dal nome del più vecchio e più saggio dei sovrano greci, accoglie invece le persone anziane e non affette da patologie degenerative dell’età senile.

Accanto ai luoghi specificamente dedicati all’accoglienza diurna degli Ospiti, vi sono poi spazi specialistici ove vengono erogati interventi socio-sanitari volti alla presa in carico terapeutica e riabilitativa. Il Poliambulatorio del Centro Polifunzionale Témenos accoglie, infatti, specialisti di varie discipline mediche, psicologiche, pedagogiche in grado di assicurare un’adeguata attività diagnostica e terapeutico-riabilitativa, con una presa in carico globale dell’utenza.

Il Centro Polifunzionale Témenos comprende tra le aree principali di intervento:

  • Accoglienza diurna a minorenni (bambini dai 3 ai 12 anni e adolescenti dai 12 ai 18 anni): CENTRO DIURNO PER PERSONE MINORENNI “GIASONE”
  • Accoglienza diurna anziani e non con problemi di non autosufficienza totale o parziale affetti: CENTRO DIURNO PER ADULTI ed ANZIANI “NESTORE”
  • Poliambulatorio con servizi socio-sanitari di diagnosi, cura e riabilitazione “POLIAMBULATORIO TÉMENOS”

La struttura è ubicata in un luogo facilmente raggiungibile e, comunque, tale da permettere la partecipazione degli utenti alla vita sociale del territorio, fattore di non trascurabile importanza, considerata la funzione socio-assitenziale e sanitaria della struttura e la valenza riabilitativa dei percorsi dedicati e dei laboratori che saranno garantiti da personale qualificato.

Il Centro Polifunzionale “Témenos” è dotato di spazi destinati ad attività collettive e di socializzazione distinti dagli spazi destinati ad interventi specialistici che necessitano invece di approcci individualizzati, tali da garantire l’autonomia individuale, la fruibilità e la privacy.

Il Centro Polifunzionale “Témenos” garantisce la presenza di figure professionali sociali e sanitarie qualificate, in relazione alle caratteristiche ed ai bisogni dell’utenza ospitata.

All’interno del Centro Diurno “Témenos” vengono svolte le seguenti attività:

La camera multisensoriale “SNOEZELEN”:

La tecnica è stata concepita per persone con disabilità intellettive sulla base di ricerche che indicano reazioni positive delle stesse quando sono inserite in un ambiente di stimolazione plurisensoriale. I pazienti vengono esposti ad un ambiente “calmante” e “stimolante” sui cinque sensi chiamato “Snoezelen Room”, ossia “Stanza di stimolazione multisensoriale” che utilizza: effetti luminosi, colori, suoni, musiche e profumi. E’ uno spazio utile per attivare dinamiche di rilassamento. Dispone di un letto sensoriale chiamato anche “music bed” che ha una doppia modalità di utilizzo. Basso, comodo, è composto da un materiale particolare con microsfere che attiva un massaggio speciale, rilassante, quasi un ritorno all’utero materno. Inoltre può essere collegato ad un impianto stereo e vibrare con la musica trasmessa, che può variare a seconda dell’empatia dei pazienti con particolari ritmi. Viene utilizzato con beneficio per placare crisi di agitazione e come terapia preventiva finalizzata al rilassamento.

Il treno virtuale:

E’ una terapia non farmacologica che consente la riduzione e la gestione di disturbi del comportamento presenti nella Malattia di Alzheimer. Lo studio che ha permesso di validarlo come strumento efficace dal punto di vista terapeutico, considera ed analizza l’idea del viaggio come viene percepito dal malato di Alzheimer. Il viaggio diventa un momento di fuga, un viaggio nei ricordi, nel passato che ritorna presente e restituisce serenità e benessere. Il progetto nasce dalla riflessione che, per il malato di Alzheimer, l’ambiente chiuso viene percepito come uno spazio contenitivo che potenzia il distacco dalla realtà, rinforzando il desiderio di fuga e l’insorgenza di disturbi comportamentali. L’idea del viaggio permette al malato di vivere questa esperienza creando una situazione strutturata ma virtuale che veicoli l’impulso del viaggio verso “casa”, in un ambiente sicuro e protetto.

E’ stato ricreato uno scompartimento di un vagone ferroviario utilizzato come spazio terapeutico. Il “Treno Virtuale” comprende una coppia di poltrone, l’una di fronte all’altra, una parete laterale con un monitor che assume il ruolo di “finestra virtuale”. Grazie ad un sistema computerizzato scorrono filmati di ambienti esterni ripresi da treni in movimento e sono riprodotti i suoni reali di un treno in viaggio. I pazienti che accedono al servizio compiono un percorso dall’ingresso in stazione alla partenza, con timbratura di biglietto, e vengono fatte accomodare nei posti all’interno dello spazio scompartimento del treno.

Il gioco della sabbia:

Il gioco della sabbia, noto come “Sand Play Teraphy” è un metodo di una originale applicazione del pensiero dei bambini e anche degli adulti. Il materiale utilizzato per lavorare con questo metodo consiste in un angolo adibito con scaffalature in cui vengono ordinati numerosi oggetti in miniatura secondo varie categorie (esseri umani, animali, case, mezzi di trasporto, alberi, ecc..).

Questo materiale viene utilizzato dal paziente dentro cassette contenenti sabbia. Il filo conduttore di questa forma di terapia è il concetto di “spazio libero” e nello stesso tempo “protetto”, riconducibile al termine alchemico di “Temenos”, in luogo dove possono essere riunite tutte le parti scisse della personalità e dove si possono sperimentare nuove possibilità e scoprire una nuova dimensione di sé. Tra i numerosi oggetti messi a disposizione, il paziente sceglie quelli che costituiscono delle immagini significative e che rappresentano in quel momento “il linguaggio” della sofferenza psichica inesprimibile verbalmente. Il “quadro di sabbia” che ne scaturisce è una sintesi di interno ed esterno, di psichico soggettivo e psichico oggettivo.

Il “gioco della sabbia” si è dimostrato un mezzo molto valido per il trattamento analitico di bambini adolescenti, ed anche di adulti: incoraggia il paziente a prestare una maggiore attenzione, veicolata dalle immagini, alle proprie risorse poco sviluppate, ai propri sentimenti e desideri. Attraverso la rappresentazione scenica il paziente descriverà, prima o poi, ciò che ha difficoltà ad esprimere, perché non può o non vuol dirlo, e contenuti indistinti, possono trovare la chiarificazione attraverso una raffigurazione visibile.

La terapia della bambola:

E’ una terapia non farmacologia innovativa, dedicata a persone affette da problematiche quali demenza, disturbi psichiatrici, disturbi del comportamento o del tono dell’umore. E’ una strategia terapeutica utile a migliorare il benessere e la qualità di vita, di adulti o minori, in situazioni di difficoltà: facilita il rilassamento e diminuisce gli stati di agitazione.

La terapia consiste nel ricorso all’oggetto bambola, che riveste gradualmente un significato simbolico in grado di aiutare a migliorare il benessere del malato.

Le sue azioni possono realizzarsi sia a livello preventivo che di cura, attraverso il supporto alla salute che può derivare da alcuni benefici dell’intervento organizzato sistematicamente e professionalmente quali: la modulazione degli stati d’ansia e di agitazione e delle loro manifestazioni sintomatiche come aggressività, insonnia, apatia o wandering; la conseguente possibilità di ridurre sensibilmente il ricorso ai sedativi; la riduzione di condizioni di apatia e depressione caratterizzata da disinteresse ed inattività totale; la capacità di rispondere ai bisogni emotivi-affettivi che, malgrado il deterioramento cognitivo, rimangono presenti ma non sono più soddisfatti come in età precedenti; la possibilità di ostacolare il deterioramento di alcune abilità cognitive e di sostenere l’utilizzo di prassi motorie che fungono da stimolo delle abilità residue.

La musicoterapia:

E’ una tecnica psicoterapica riabilitativa per il miglioramento della qualità della vita: viene utilizzata per aprire canali comunicativi ed intervenire sul riequilibrio mentale e fisico della persona.

La musicoterapia si può articolare in due modalità diverse: la musicoterapia ricettiva (che prevede l’utilizzo di musica selezionata dal terapeuta attraverso l’analisi preliminare del paziente che sarà sottoposto all’ascolto) e la musicoterapia attiva (che prevede che la musica venga creata direttamente dai soggetti coinvolti attraverso l’utilizzo di strumenti musicali).

Attraverso l’esperienza del suono e della musica, si possono modificare positivamente le attività del sistema nervoso e vegetativo. L’ascolto della musica, con il coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso, comporta diverse reazioni, sia emozionali che fisiche, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la respirazione.

L’arteterapia:

Partendo dal presupposto che l’espressione analogica, non verbale, sia il mezzo privilegiato di comunicazione più spontanea ed immediata, e quindi più autentica, l’arte viene utilizzata per entrare in contatto con le proprie emozioni, con se stessi e con gli altri.

Il percorso arte-terapico ha lo scopo di riattivare la memoria creativa, sapendo che essa sopravvive, con i colori limpidi e descrittivi, all’azione del tempo ed alle più gravi disabilità di natura cognitiva e motoria.

L’arteterapia offre uno spazio di espressione condiviso, un’attivazione e potenziamento delle funzionalità mentali con finalità creative e di predisposizione al benessere. Dall’esplorazione multisensoriale, alla presa di contatto con il proprio corpo, alla comunicazione non verbale, attraverso strumenti offerti dalle terapie per mezzo dell’arte: movimento creativo, musica attiva e ricettiva, potenziamento dei canali percettivi, lettura di racconti, coordinazione pensiero-azione, associazione spazio-tempo, immagine-parola, simbolo-significato e causa-effetto.

La teatro-terapia con malati di Parkinson:

La teatro terapia è un percorso attivo di cura e crescita personale basato sulla messa in scena dei propri vissuti, all’interno di un gruppo, con il supporto di alcuni principi di presenza scenica derivati dall’arte dell’attore. Essa implica l’educazione alla sensorialità ed alla percezione del proprio movimento corporeo e del suono vocale. Agisce attraverso l’interpretazione di personaggi principalmente improvvisati, ma implica un minuzioso training pre-espressivo indispensabile alla creazione dell’altro da sé che rende possibile e consapevole la presa di coscienza dei processi inconsci.

La teatro terapia è una terapia a mediazione artistica basata sull’arte teatrale ed applicata a contesti clinici e sociali anche in forma preventiva, educativa e curativa. L’obiettivo della seduta di teatro terapia è quello di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce e mente nella relazione con l’altro, con sé stesso e la propria creatività.

La valutazione neuropsicologica e riabilitazione cognitiva:

La valutazione neuropsicologica delle abilità cognitive si sviluppa attraverso il colloquio clinico e la successiva somministrazione di test standardizzati. Ai fini della raccolta amnesica è necessario il colloquio con un familiare, soprattutto se il paziente non è in grado di riferire i problemi con precisione o se non è pienamente consapevole dei propri deficit. Dopo la stesura della relazione viene messo a punto un trattamento di riabilitazione o di stimolazione cognitiva finalizzato al miglioramento o al mantenimento delle abilità cognitive. Ogni Ospite verrà rivalutato ogni 3 o 6 mesi per verificare l’efficacia dei trattamenti riabilitativi e per monitorare l’evoluzione dei sintomi.

La neuropsicologia dell’età evolutiva: autismo, ADHD, disturbi dell’apprendimento, disabilità:

Per il trattamento riabilitativo vengono utilizzati software ed esercizi individuali finalizzati alla riabilitazione ed all’acquisizione di strategie compensative. E’ previsto un percorso con il bambino, con la famiglia e con la scuola affinché il trattamento possa essere quanto più efficace possibile.

E’ possibile, presso il nostro centro, acquisire il trattamento “Mente”. “Mente” è un dispositivo EEG all’avanguardia che utilizza la tecnica del neuro feedback per aiutare il rilassamento delle menti dei bambini autistici, consentendogli di concentrarsi meglio e di essere positivamente coinvolti nell’ambiente che li circonda.

Importante è anche l’accento che viene dato al nostro progetto “Caring for the Caregiver” con la messa a disposizione di un gruppo di aiuto per caregiver.

Il caregiver, ovvero colui o colei che si prende cura della persona ammalata, vive due diversi drammi: l’accettazione e la condivisione della malattia del proprio caro e la necessità di far fronte ai propri sentimenti di difficoltà e impotenza. E’ importante che il caregiver mantenga il proprio equilibrio, perché se investito da sentimenti eccessivi di inadeguatezza, invece di risultare una risorsa per la persona colpita da demenza, può finire col rappresentare un ulteriore problema in un contesto di per sé già difficile.

E’ importante non dimenticare che il benessere del caregiver è fondamentale anche per il benessere della persona ammalata. Al caregiver però deve essere data la possibilità di ritagliarsi del tempo da dedicare a se stesso, mantenere delle relazioni sociali e, se necessario, chiedere aiuto a sua volta. Per questo motivo il Centro Polifunzionale “Témenos” dedica ai caregiver un lavoro di gruppo che ha lo scopo di fornire un sostegno al ruolo che riduca l’ansia, la stanchezza e migliori la capacità di aiutare mantenendo un grado di benessere maggiore.

IL CENTRO POLIFUNZIONALE   TÉMENOS E’ DISTRIBUTORE UFFICIALE NELLE REGIONI DI MOLISE, ABRUZZO E PUGLIA DI UN SISTEMA ALL’AVANGUARDIA STUDIATO APPOSITAMENTE PER PERSONE AFFETTE DA AUTISMO: IL SISTEMA “MENTE”, DISPONIBILE IN ESCLUSIVA PRESSO IL NOSTRO CENTRO IN COLLABORAZIONE CON IL CONSORZIO “PROMOSALUTE”.