“Centro Diurno Témenos”

Il Centro Polifunzionale “Témenos” nasce dalla volontà dei fondatori della Coop. C.S.S. e della Coop. Aladino di creare una struttura dedicata a pazienti affetti da demenze senili, in particolar modo malati di Alzheimer e Parkinson ed a persone, di qualsiasi fascia di età, con diversi gradi di disabilità.

Il Centro Polifunzionale Témenos è un luogo dedicato all’accoglienza diurna di anziani e diversamente abili dove vengono erogati, all’interno dei due centri diurni, interventi socio-assistenziali volti al mantenimento del benessere dell’ospite. Gli Studi Medici del Centro Polifunzionale Témenos ospitano, invece, specialisti privati di varie discipline mediche e psicologiche in grado di assicurare un’adeguata attività diagnostica e terapeutico-riabilitativa, con una presa in carico “globale” dell’utenza nelle varie fasce di età (minori – adulti – anziani).

All’interno del Centro Diurno “Témenos” vengono svolte le seguenti attività:

La camera multisensoriale “SNOEZELEN”:

La tecnica è stata concepita per persone con disabilità intellettive sulla base di ricerche che indicano reazioni positive delle stesse quando sono inserite in un ambiente di stimolazione plurisensoriale. I pazienti vengono esposti ad un ambiente “calmante” e “stimolante” sui cinque sensi chiamato “Snoezelen Room”, ossia “Stanza di stimolazione multisensoriale” che utilizza: effetti luminosi, colori, suoni, musiche e profumi. E’ uno spazio utile per attivare dinamiche di rilassamento. Dispone di un letto sensoriale chiamato anche “music bed” che ha una doppia modalità di utilizzo. Basso, comodo, è composto da un materiale particolare con microsfere che attiva un massaggio speciale, rilassante, quasi un ritorno all’utero materno. Inoltre può essere collegato ad un impianto stereo e vibrare con la musica trasmessa, che può variare a seconda dell’empatia dei pazienti con particolari ritmi. Viene utilizzato con beneficio per placare crisi di agitazione e come terapia preventiva finalizzata al rilassamento.

Il treno virtuale:

E’ una terapia non farmacologica che consente la riduzione e la gestione di disturbi del comportamento presenti nella Malattia di Alzheimer. Lo studio che ha permesso di validarlo come strumento efficace dal punto di vista terapeutico, considera ed analizza l’idea del viaggio come viene percepito dal malato di Alzheimer. Il viaggio diventa un momento di fuga, un viaggio nei ricordi, nel passato che ritorna presente e restituisce serenità e benessere. Il progetto nasce dalla riflessione che, per il malato di Alzheimer, l’ambiente chiuso viene percepito come uno spazio contenitivo che potenzia il distacco dalla realtà, rinforzando il desiderio di fuga e l’insorgenza di disturbi comportamentali. L’idea del viaggio permette al malato di vivere questa esperienza creando una situazione strutturata ma virtuale che veicoli l’impulso del viaggio verso “casa”, in un ambiente sicuro e protetto.

E’ stato ricreato uno scompartimento di un vagone ferroviario utilizzato come spazio terapeutico. Il “Treno Virtuale” comprende una coppia di poltrone, l’una di fronte all’altra, una parete laterale con un monitor che assume il ruolo di “finestra virtuale”. Grazie ad un sistema computerizzato scorrono filmati di ambienti esterni ripresi da treni in movimento e sono riprodotti i suoni reali di un treno in viaggio. I pazienti che accedono al servizio compiono un percorso dall’ingresso in stazione alla partenza, con timbratura di biglietto, e vengono fatte accomodare nei posti all’interno dello spazio scompartimento del treno.

Il gioco della sabbia:

Il gioco della sabbia, noto come “Sand Play Teraphy” è un metodo di una originale applicazione del pensiero dei bambini e anche degli adulti. Il materiale utilizzato per lavorare con questo metodo consiste in un angolo adibito con scaffalature in cui vengono ordinati numerosi oggetti in miniatura secondo varie categorie (esseri umani, animali, case, mezzi di trasporto, alberi, ecc..).

Questo materiale viene utilizzato dal paziente dentro cassette contenenti sabbia. Il filo conduttore di questa forma di terapia è il concetto di “spazio libero” e nello stesso tempo “protetto”, riconducibile al termine alchemico di “Temenos”, in luogo dove possono essere riunite tutte le parti scisse della personalità e dove si possono sperimentare nuove possibilità e scoprire una nuova dimensione di sé. Tra i numerosi oggetti messi a disposizione, il paziente sceglie quelli che costituiscono delle immagini significative e che rappresentano in quel momento “il linguaggio” della sofferenza psichica inesprimibile verbalmente. Il “quadro di sabbia” che ne scaturisce è una sintesi di interno ed esterno, di psichico soggettivo e psichico oggettivo.

Il “gioco della sabbia” si è dimostrato un mezzo molto valido per il trattamento analitico di bambini adolescenti, ed anche di adulti: incoraggia il paziente a prestare una maggiore attenzione, veicolata dalle immagini, alle proprie risorse poco sviluppate, ai propri sentimenti e desideri. Attraverso la rappresentazione scenica il paziente descriverà, prima o poi, ciò che ha difficoltà ad esprimere, perché non può o non vuol dirlo, e contenuti indistinti, possono trovare la chiarificazione attraverso una raffigurazione visibile.

La terapia della bambola:

E’ una terapia non farmacologia innovativa, dedicata a persone affette da problematiche quali demenza, disturbi psichiatrici, disturbi del comportamento o del tono dell’umore. E’ una strategia terapeutica utile a migliorare il benessere e la qualità di vita, di adulti o minori, in situazioni di difficoltà: facilita il rilassamento e diminuisce gli stati di agitazione.

La terapia consiste nel ricorso all’oggetto bambola, che riveste gradualmente un significato simbolico in grado di aiutare a migliorare il benessere del malato.

Le sue azioni possono realizzarsi sia a livello preventivo che di cura, attraverso il supporto alla salute che può derivare da alcuni benefici dell’intervento organizzato sistematicamente e professionalmente quali: la modulazione degli stati d’ansia e di agitazione e delle loro manifestazioni sintomatiche come aggressività, insonnia, apatia o wandering; la conseguente possibilità di ridurre sensibilmente il ricorso ai sedativi; la riduzione di condizioni di apatia e depressione caratterizzata da disinteresse ed inattività totale; la capacità di rispondere ai bisogni emotivi-affettivi che, malgrado il deterioramento cognitivo, rimangono presenti ma non sono più soddisfatti come in età precedenti; la possibilità di ostacolare il deterioramento di alcune abilità cognitive e di sostenere l’utilizzo di prassi motorie che fungono da stimolo delle abilità residue.

La musicoterapia:

E’ una tecnica psicoterapica riabilitativa per il miglioramento della qualità della vita: viene utilizzata per aprire canali comunicativi ed intervenire sul riequilibrio mentale e fisico della persona.

La musicoterapia si può articolare in due modalità diverse: la musicoterapia ricettiva (che prevede l’utilizzo di musica selezionata dal terapeuta attraverso l’analisi preliminare del paziente che sarà sottoposto all’ascolto) e la musicoterapia attiva (che prevede che la musica venga creata direttamente dai soggetti coinvolti attraverso l’utilizzo di strumenti musicali).

Attraverso l’esperienza del suono e della musica, si possono modificare positivamente le attività del sistema nervoso e vegetativo. L’ascolto della musica, con il coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso, comporta diverse reazioni, sia emozionali che fisiche, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la respirazione.

L’arteterapia:

Partendo dal presupposto che l’espressione analogica, non verbale, sia il mezzo privilegiato di comunicazione più spontanea ed immediata, e quindi più autentica, l’arte viene utilizzata per entrare in contatto con le proprie emozioni, con se stessi e con gli altri.

Il percorso arte-terapico ha lo scopo di riattivare la memoria creativa, sapendo che essa sopravvive, con i colori limpidi e descrittivi, all’azione del tempo ed alle più gravi disabilità di natura cognitiva e motoria.

L’arteterapia offre uno spazio di espressione condiviso, un’attivazione e potenziamento delle funzionalità mentali con finalità creative e di predisposizione al benessere. Dall’esplorazione multisensoriale, alla presa di contatto con il proprio corpo, alla comunicazione non verbale, attraverso strumenti offerti dalle terapie per mezzo dell’arte: movimento creativo, musica attiva e ricettiva, potenziamento dei canali percettivi, lettura di racconti, coordinazione pensiero-azione, associazione spazio-tempo, immagine-parola, simbolo-significato e causa-effetto.

La teatro-terapia con malati di Parkinson:

La teatro terapia è un percorso attivo di cura e crescita personale basato sulla messa in scena dei propri vissuti, all’interno di un gruppo, con il supporto di alcuni principi di presenza scenica derivati dall’arte dell’attore. Essa implica l’educazione alla sensorialità ed alla percezione del proprio movimento corporeo e del suono vocale. Agisce attraverso l’interpretazione di personaggi principalmente improvvisati, ma implica un minuzioso training pre-espressivo indispensabile alla creazione dell’altro da sé che rende possibile e consapevole la presa di coscienza dei processi inconsci.

La teatro terapia è una terapia a mediazione artistica basata sull’arte teatrale ed applicata a contesti clinici e sociali anche in forma preventiva, educativa e curativa. L’obiettivo della seduta di teatro terapia è quello di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce e mente nella relazione con l’altro, con sé stesso e la propria creatività.

La valutazione neuropsicologica e riabilitazione cognitiva:

La valutazione neuropsicologica delle abilità cognitive si sviluppa attraverso il colloquio clinico e la successiva somministrazione di test standardizzati. Ai fini della raccolta amnesica è necessario il colloquio con un familiare, soprattutto se il paziente non è in grado di riferire i problemi con precisione o se non è pienamente consapevole dei propri deficit. Dopo la stesura della relazione viene messo a punto un trattamento di riabilitazione o di stimolazione cognitiva finalizzato al miglioramento o al mantenimento delle abilità cognitive. Ogni Ospite verrà rivalutato ogni 3 o 6 mesi per verificare l’efficacia dei trattamenti riabilitativi e per monitorare l’evoluzione dei sintomi.

“Centro Témenos”

Loc. Selvotta, S.S. 85 Monteroduni (IS)

Tel./Fax.: 0865.1946250

Mobile: +39 340.6556608

Direttrice: ROSSELLA CHIARULLO

Sito web: www.centropolifunzionaletemenos.it

Email: info@centropolifunzionaletemenos.it